di
Massimiliano Jattoni Dall’Asén
I primi cinque istituti bancari hanno chiuso il trimestre con 7,28 miliardi di utile (+7,8%). Per il vicepremier i profitti record del settore giustificano il contributo e su questo «governo e Lega saranno intransigenti»
Matteo Salvini torna a bussare alla porta delle banche. E questa volta indica già come spendere i soldi. Intervenendo a Milano a un incontro dedicato al Piano Casa, il vicepremier e leader della Lega ha riaperto un dossier che sembrava archiviato dopo le polemiche sulla tassa sugli extraprofitti dell’anno scorso. «Le prime due banche italiane chiuderanno quest'anno con 20 miliardi di utile», ha detto riferendosi a UniCredit e Intesa Sanpaolo. Da qui la richiesta di «un contributo alla crescita economica del Paese» da parte degli istituti che stanno registrando «guadagni e profitti senza precedenti». Un contributo che, nelle intenzioni del leader leghista, potrebbe essere destinato proprio al Piano Casa. «Una parte di quei profitti», ha precisato, «non tutto».
«Sono convinto che il governo e la Lega su questo saranno intransigenti», ha proseguito Salvini, che ha anche insistito su un altro argomento: una parte dell'attività creditizia beneficia delle garanzie pubbliche, dunque «se va tutto bene ci guadagno, se va tutto male lo Stato mi rimborsa. Sono bravo anch'io a fare impresa così», ha chiosato.







