Il ministro per le Infrastrutture, Matteo Salvini, esce allo scoperto e in qualche modo mette la firma politica sull’origine delle indiscrezioni che da un paio di giorni ipotizzano un nuovo intervento sulle banche per recuperare le risorse necessarie ad alimentare la manovra finanziaria. «Tutti dovranno fare la loro parte. Dei soggetti economici che, lo scorso anno hanno guadagnato 46 miliardi di euro, un contributo alla crescita del Paese e alle famiglie lo possono dare».

Il vicepremier Matteo Salvini ha risposto così, a margine del meeting di Rimini, a chi gli chiedeva del “pizzicotto” alle banche prospettato dal ministro Giancarlo Giorgetti e del possibile contributo degli istituti di credito. La presa di posizione di Salvini è apparsa ancora più marcata in confronto al discorso che poche ore prima, nello stesso consesso, aveva fatto la premier, Giorgia Meloni, la quale non aveva fatto alcun riferimento alla questione. Piuttosto, aveva sottolineato l’importanza per l’Italia di aver recuperato la fiducia degli investitori che si è tradotta in una riduzione dello spread, tanto da allineare il rischio Italia a quello della Francia. Dunque, le posizioni dei due leader politici sembrano rispecchiare quanto emerge dalla ricerca di conferme rispetto a iniziative avviate in vista della manovra finanziaria: non risulta nulla di concreto, nemmeno ipotesi di lavoro. Tantomeno è ancora giunta alcuna convocazione ai vertici dell’Abi in questo senso. La campagna elettorale in vista delle elezioni regionali di settembre, invece, è in pieno svolgimento e ognuno sembra giocare le proprie carte. Se le ipotesi si possano tradurre in un provvedimento è quindi tutto da dimostrare. Prese di distanze arrivano anche da Forza Italia, che non è mai stata favorevole a questo tipo di interventi.