«Tutti dovranno fare la loro parte. Dei soggetti economici che, lo scorso anno hanno guadagnato 46 miliardi di euro, un contributo alla crescita del Paese e alle famiglie lo possono dare». Così il vicepremier Matteo Salvini, intervenuto al Meeting di Rimini, a chi gli chiedeva del “pizzicotto” di Giorgetti alle banche e del possibile contributo degli istituti di credito. Un contributo che può arrivare anche in questa manovra finanziaria? «Certo» ribatte il leader del Carroccio.
Il “pizzicotto” di Giorgetti
All’orizzonte non sembra previsto alcun incontro tra governo e Abi dopo l’uscita sul “pizzicotto” che Giorgetti vorrebbe dare agli istituti di credito, che si sono avvantaggiati del calo dello spread e ora dovrebbero tradurre quei benefici in aiuti alle famiglie. Le norme per il prossimo anno già esistono e durano due anni. La legge di bilancio 2025 prevede infatti il congelamento della deduzione delle Dta per i periodi d’imposta 2025 e 2026. Le banche, nei due anni, non potranno abbattere l’imponibile di periodo con le Dta e dovranno pagare più tasse. Gli importi, tuttavia, verranno recuperati nei tre o quattro anni successivi. In altri termini, a fronte delle maggiori tasse dovute nel 2025 e 2026 pagheranno meno tasse fra il 2027 e il 2030











