MILANO – Il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, stoppa il ministro dell’Economia, il leghista Giancarlo Giorgetti, andato in pressing sulle banche italiane con “un piccolo pizzicotto” per chiedere loro di girare alle famiglie i benefici derivanti dal calo dello spread. Dal meeting di Rimini, all’indomani delle parole di Giorgetti, il leader azzurro scandisce: le banche "sono imprese, non credo serva dare pizzicotti alle banche ma serve parlare con loro, perché un Paese come il nostro non può fare a meno di un sistema bancario forte".
Sembra di rivedere il film andato in onda un anno fa, quando a dividere la maggioranza era l’ipotesi di introdurre un contributo da parte delle aziende che avevano registrato profitti straordinari nell’ultimo biennio, proprio a cominciare dalle banche che aveva beneficiato nei loro conti economici della rapida risalita dei tassi Bce. Già allora, infatti, Tajani aveva guidato Fi chiaramente sulla linea del “no” alle ipotesi di tassare i cosiddetti “extraprofitti”.
Oggi il ritornello si ripropone. Riavvolgiamo però il nastro. La ragione dell’uscita di Tajani sta nell’intervento al Meeting di Giorgetti andato in onda sabato: collegato a distanza, con il sorriso sulle labbra, il ministro dell’Economia ha parlato di questo “piccolo pizzicotto” agli istituti finanziari tricolori che si avvantaggiano della riduzione dello spread e del miglioramento del rating nazionale, ma devono fare in modo che si traducano in “benefici concreti a favore delle famiglie”.










