Ancora non è nemmeno ufficialmente aperto, ma già il sempreverde tormentone delle banche scuote il cantiere della manovra.
Perché non è piaciuto per niente a Forza Italia quel "piccolo pizzicotto" che Giancarlo Giorgetti vorrebbe dare agli istituti di credito, che si sono avvantaggiati del calo dello spread e ora dovrebbero tradurre quei benefici in aiuti alle famiglie.
"Nessun blitz" avverte Antonio Tajani, memore degli interventi sugli extraprofitti che hanno reso incandescente anche in passato il dibattito estivo sulla legge di Bilancio. Ancora non c'è stato un confronto di coalizione sulle misure, e non se ne parlerà probabilmente prima di settembre.
Ma i partiti di maggioranza, e i vari ministeri, si stanno già attrezzando per mettere in fila i desiderata. Se necessario, pure i veti. E le banche restano materia incandescente. Un conto sono gli annunci, altro "le azioni, vedremo se ce ne saranno", dice caustico da Fratelli d'Italia il ministro Tommaso Foti, come Tajani ospite del Meeting di Rimini.
Il vicepremier invece è tranchant: "Un paese come il nostro non può fare a meno di un sistema bancario forte", quindi "niente pizzicotti", con gli istituti di credito semmai bisogna "parlare". Evitare di dare loro "la caccia" perché significherebbe "dare la caccia al sistema industriale e imprenditoriale italiano".













