La decisione della Gip di Ivrea. La testimonianza di uno dei feriti ai sanitari

Ha urlato «vi uccido tutti» prima di investire i sei ciclisti lo scorso 8 agosto a Lanzo Torinese. Per questo Giuseppe Campagna, 73enne di Coassolo, rimarrà agli arresti domiciliari dopo l’udienza davanti alla giudice per le indagini preliminari di Ivrea Lucrezia Natta. A raccontarlo è stato uno dei quattro feriti ai sanitari: la frase è poi finita agli atti dell’indagine dei carabinieri.

Gli arresti domiciliari

L’ex artigiano edile è incensurato: ha un precedente penale lontano nel tempo per un reato depenalizzato. Ma la giudice, nel confermare la misura degli arresti domiciliari, riporta comunque due episodi, per i quali non conosce lo stato dei relativi procedimenti. Nel 2013 avrebbe minacciato e picchiato un muratore che svolgeva lavori in casa sua. Nel 2022 invece avrebbe percosso un automobilista con cui avrebbe avuto un diverbio. Sulla vicenda Campagna ha negato il contatto fisico, ammettendo solo la lite).

Per la Gip l’indagato ha dimostrato di avere difficoltà ad autocontrollarsi, dimostrando di agire in modo grave, pericoloso e sproporzionato rispetto alle comuni situazioni di micro-conflittualità tra individui che si vivono ogni giorno. Il fatto che dica di non ricordare bene quanto successo – secondo la gip – rende peggiore il rischio di recidiva, dato che che pare non avere piena consapevolezza delle proprie azioni.