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Redazione Roma
Il faccendiere accusato di essere il mandante dell'attentato: «Con Sigfrido amicizia profonda. Dopo una cosa del genere noi normalmente ci saremmo sentiti 10 volte tutti i giorni, ma ora l'avvocato dice che sarebbe inquinamento delle prove...». Per i pm L.C., vicina al conduttore, «potrebbe aver ricevuto tentativi di contatto da soggetti legati al grave atto intimidatorio»
«Non lo sento dalla sera dell'interrogatorio, purtroppo. Sai, quando sei abituato per anni a sentire una persona almeno una volta al giorno, o due... dopo una cosa del genere noi normalmente ci saremmo sentiti almeno 10 volte tutti i giorni. Io lo vorrei sentire, ma l'avvocato continua a dire che sarebbe inquinamento delle prove...»
Valter Lavitola, il faccendiere accusato di essere l'unico mandante dell'attentato al conduttore di Report Sigfrido Ranucci, parla in un colloquio con il Giornale del loro legame, descrivendolo come di amicizia profonda, con implicazioni anche personali che avrebbero coinvolto una donna, L.C., vicina al giornalista.











