Da anni il ferragosto ormai significa un confronto acceso tra esponenti di governo e settore finanziario.

A riportare sotto i riflettori il dossier banche per finanziare la prossima manovra è stato il leader leghista, Matteo Salvini (che non ha abbandonato mai la campagna durante tutto l’anno), chiedendo un nuovo contributo agli istituti che potrebbe valere almeno 1,5 miliardi l’anno.

E cita Intesa Sanpaolo e Unicredit Il vicepremier ha proposto una tassazione del 5% sugli utili dei principali 10 gruppi bancari, sulla scia del modello spagnolo (lì si parla di un 5-7% di tassazione extra).

Il perimetro dei più grandi istituti comprenderebbe Intesa Sanpaolo, UniCredit, Mps, Banco Bpm, Bper, Iccrea, Bnl, Cassa Centrale Banca, Crédit Agricole Italia e Banca Mediolanum.

E così sul tavolo ci sarebbe un bacino di utili netti aggregati per circa 32,8 miliardi di euro.