Su proposta Salvini di contributo istituti in vista manovra

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - E’ di 33 miliardi di euro il piatto degli utili bancari da cui il governo, secondo la proposta del vicepremier Salvini, potrebbe attingere per calcolare l’eventuale contributo degli istituti alla prossima Manovra: il 5% ipotizzato dal ministro porterebbe nelle casse pubbliche almeno 1,5 miliardi in un anno che si aggiungerebbe al conto già salato da 10,2 miliardi in tre anni presentato da Palazzo Chigi agli istituti con la Legge di bilancio 2026.

Mettendo in fila i primi 10 istituti di credito italiani per attivi, in base ai dati pubblicati in bilancio, si arriva a profitti netti aggregati realizzati nel 2025 per 32,8 miliardi di euro, un risultato che sarà prevedibilmente superato nell’esercizio in corso. Un recente report di Barclays, dopo le semestrali, porta già il totale 2026 in area 30 miliardi con le stime delle sole prime cinque big. A finire sotto la scure del nuovo contributo - in base all’iniziativa che la Lega vuole sottoporre alla maggioranza di Governo - sarebbero, usando il criterio degli attivi, Intesa Sanpaolo , Unicredit, Monte dei Paschi, Bpm, Bper, Iccrea, Bnl, Cassa Centrale Banca, Credit Agricole Italia e Banca Mediolanum ma sarà eventualmente necessario approfondire se il perimetro interessato riguarda, ad esempio, i soli profitti realizzati in Italia e i soli profitti da attività bancaria. Secondo la proposta Salvini il contributo si applicherebbe per tre anni.