Sicurezza
La nostra indagine restituisce una fotografia impietosa, tra mezzi senza targhino, chi viaggia in due e l'indifferenza di chi dovrebbe far rispettare le regole
Dal 17 maggio, giorno di entrata in vigore dell'obbligo di targhino, al 6 luglio, la polizia locale di Milano ha controllato 1.452 monopattini elettrici, "staccando" 508 multe per mancato utilizzo del casco, 421 per assenza di contrassegno identificativo e 22 per trasporto di altre persone. Tante? No, poche. Pochissime. Se si dividono questi numeri per le tre settimane oggetto della rilevazione, fanno, in media, 69 controlli al giorno. E, ogni 24 ore, 24 multe per circolazione senza casco, 20 per mancanza del targhino e una per trasporto di uno o più passeggeri. Una goccia nel mare, se si pensa che in città circolano decine di migliaia di mezzi (sono 33 mila i contrassegni che al 30 giugno erano stati rilasciati dalla Motorizzazione civile meneghina).
Quelle contravvenzioni, poi, rispecchiano la realtà? A quasi due anni dall'obbligo del casco, a due mesi dalla prescrizione del contrassegno identificativo e alla vigilia del requisito dell'assicurazione obbligatoria, ci siamo chiesti quanto le norme siano rispettate. Ammettiamolo, è piuttosto raro incrociare monopattinisti con il caschetto, il targhino, senza passeggeri, senza sacchetti appesi al manubrio, con il giubbino riflettente quando è buio e su mezzi dotati di luci e frecce...







