“Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire a una classe dirigente parassitaria e brutale la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi”. La frase è scolpita sul marmo. E sotto, scolpito nel marmo, c’è don Lorenzo Milani. È questa la contraddizione che, a Barbiana, nessuno sembra disposto a lasciar passare. Il priore degli ultimi, il sacerdote che trasformò una piccola scuola di montagna in un laboratorio di coscienza civile, si ritrova oggi accostato a una frase sull’anticomunismo che i suoi ex allievi considerano falsa, offensiva, soprattutto incompatibile con il suo pensiero.
La targa è rimasta al suo posto. E lì resterà, almeno per ora, ai piedi della statua di don Milani che il Comune di Vagli di Sotto, meno di mille abitanti nel cuore della Garfagnana, ha voluto dedicare al priore di Barbiana. La scultura si trova nel Parco dell’Onore e del Disonore, un luogo che già nel nome sembra fatto apposta per alimentare la discussione. Più di venti statue di marmo raccontano personaggi famosi e controversi. Ci sono Vladimir Putin e Donald Trump. E presto, annuncia il Comune, arriverà anche Silvio Berlusconi. A Barbiana qualcuno sorride amaramente: viene da chiedersi che cosa sia peggio, per don Milani, essere messo accanto all’ex presidente del Consiglio del bunga bunga oppure ritrovarsi attribuita una frase che i suoi ex allievi sostengono non gli appartenga.






