Le frane e i danni alle strade hanno interrotto i collegamenti con Buenaventura, da cui passa oltre il 60% delle esportazioni colombiane. Ora gli esportatori stanno cercando rotte alternative, ma mancano i mezzi per trasportare il carico.
Il terremoto che ha colpito la Colombia il 10 agosto sta mettendo in seria difficoltà anche l’industria del caffè, una delle filiere più importanti per l’export del Paese. La scossa di magnitudo 7,4 ha provocato frane e danneggiato diversi collegamenti stradali, rendendo più difficile raggiungere Buenaventura, il principale porto colombiano per l’esportazione del caffè. A complicare ulteriormente la situazione c’è la poca disponibilità di mezzi per trasferire le merci verso altri terminal. Un blocco che rischia di avere conseguenze non solo sulle famiglie che vivono della produzione del caffè, ma sull’intera filiera, fino ai mercati internazionali e ai prezzi della materia prima.
L’importanza strategica del porto di Buenaventura
Secondo l’Associazione degli esportatori di caffè (Asoexport), oltre il 60% del caffè colombiano destinato ai mercati esteri passa attraverso il porto di Buenaventura. Al momento, però, il trasporto dei carichi verso il terminal è limitato soprattutto per via delle frane e i danni causati dal terremoto. Gustavo Gómez, presidente esecutivo di Asoexport, ha spiegato a El Colombiano che alcuni corridoi stradali sono stati riaperti, ma vengono utilizzati principalmente per garantire il passaggio dei mezzi impegnati nei soccorsi.










