Nuova querelle sulla gestione dei medici cubani impiegati nel sistema sanitario regionale della Calabria. A riaccendere il dibattito è il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Ernesto Alecci, all’indomani dell’emanazione del provvedimento n° 1069 del 10 agosto 2026 da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, con cui è stata annullata la precedente delibera n° 1046 adottata soltanto cinque giorni prima, il 5 agosto.

“La delibera n. 1069 del 10 agosto 2026 dell’ASP di Catanzaro, con cui viene revocata la precedente delibera n. 1046 del 5 agosto, certifica una clamorosa retromarcia amministrativa nella gestione del primo contingente dei medici cubani. Cosa è cambiato in cinque giorni? Assolutamente nulla. L’unica novità è il nostro atto ispettivo che costringe la Regione a fare i conti con la propria approssimazione. Si è passati da un atto di esclusione a un nuovo provvedimento che, richiamando l’“interesse pubblico, concreto e attuale”, conferma la necessità di mantenere in servizio tutti i medici cubani del primo contingente”.

Il caso Soveria Mannelli e le criticità nell’accordo con la società cubana

Nel suo intervento, l’esponente dell’opposizione evidenzia come la nuova delibera dell’Asp metta a nudo ulteriori disfunzioni organizzative nella gestione delle risorse umane, citando l’episodio del reinserimento dell’ultimo minuto di un medico destinato al presidio ospedaliero di Soveria Mannelli, rimasto inizialmente fuori dai provvedimenti di proroga predisposti a luglio.