Basta una comunicazione di poche righe per aprire una crepa nel sistema costruito dalla Calabria per portare i medici cubani nei suoi ospedali. Una dottoressa lascia la missione, l’Asp di Catanzaro le cancella la proroga e improvvisamente la domanda diventa regionale: è successo anche altrove? E soprattutto, quanti medici usciti dall’accordo con Cuba continuano eventualmente a lavorare nel Ssr e con quale titolo? È da qui che parte l’interrogazione di Ernesto Alecci e una storia che adesso chiede risposte precise.
Cosa dice la delibera
La delibera in questione è la numero 1046 del 5 agosto 2026 dell’Asp di Catanzaro. Quattro pagine, una sola posizione cancellata quella di una dottoressa cubana assegnata all’Unità operativa di Chirurgia dell’ospedale di Soverato. Era stata inserita, insieme agli altri professionisti del primo contingente, nella proroga dei contratti fino al 31 dicembre 2026. Poi qualcosa cambia. Con una comunicazione acquisita dall’Asp il 27 luglio, la professionista dichiara formalmente di non intrattenere più “alcun rapporto né vincolo” con la Comercializadora de Servicios Médicos Cubanos S.A., ovvero la CSMC, con il Governo della Repubblica di Cuba e con la relativa missione medica. L’Asp prende atto e procede: sono “venuti meno i presupposti” per prorogare quel rapporto nell’ambito dell’Accordo quadro tra Regione Calabria e CSMC. Risultato: la delibera di luglio viene rettificata e la dottoressa viene esclusa dalla proroga. Fin qui potrebbe sembrare una vicenda individuale. Non lo è più.







