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Dopo trent’anni non è ancora stata accertata l’identità dell’assassino di Tupac Shakur, uno dei rapper più famosi e influenti al mondo morto il 13 settembre 1996, sei giorni dopo essere stato ferito in una sparatoria. Lunedì a Las Vegas è iniziato il primo processo per il suo omicidio: c’è un solo imputato, Duane “Keffe D” Davis, ex capo di una banda criminale accusato di essere il mandante dell’omicidio e di aver fornito la pistola usata per uccidere Tupac.

Al momento dell’agguato, Tupac si trovava sul sedile del passeggero di una BMW insieme al produttore Marion “Suge” Knight, che invece era alla guida. Avevano appena assistito a un incontro di pugilato di Mike Tyson a Las Vegas e stavano raggiungendo il 662, locale in cui Tupac avrebbe dovuto esibirsi.

Poco dopo le 23, mentre erano fermi a un semaforo, si accostò alla loro auto una Cadillac bianca. Gli uomini a bordo tirarono fuori delle pistole: Tupac provò a spostarsi sui sedili posteriori, ma fu colpito una volta al bacino, una alla mano e due nel petto.

Davis ha 63 anni, ha respinto l’accusa di omicidio ma ha confermato che si trovava a bordo della Cadillac. Sostiene però che i quattro colpi di pistola furono sparati da un passeggero seduto sul sedile posteriore.