Tra un mese gli anni passati da quei cinque colpi di pistola che lo ferirono a morte in una notte di settembre a Las Vegas saranno trenta. Trent'anni in cui la domanda: "Chi ha ucciso Tupak Shakur?" non ha avuto risposte. Nessuna verità giudiziaria, decine di ipotesi e teorie investigative.

Inizia oggi nella "Sin City" il processo che riapre il "caso" per eccellenza della storia dell'hip-hop. L'accusa spera di dimostrare - almeno - l'esistenza del mandante. E cioè che Duane "Keffe D" Davis, ex leader dei South Side Compton Crips, una gang di Los Angeles, abbia ordinato l'omicidio di Tupac e fornito l'arma del delitto. A 63 anni, Keffe D rischia l'ergastolo senza possibilità di libertà condizionale.

Duane Davis

E il processo riaprirà ancora una volta il grande caso della guerra tra East Coast e West Coast, approfondendo lo scontro tra la Death Row - l'etichetta di Tupac fondata da Marion "Suge" Knight - e la Bad Boy Records, creata a New York da Sean "P. Diddy" Combs, oggi in carcere e che ha sempre smentito ogni accusa. E si parlerà anche di un altro, non meno celebre, omicidio: quello di Christopher "The Notorious B.I.G." Wallace, il rapper assassinato sei mesi dopo la morte di Shakur, uomo simbolo della Bad Boy Records.