La Russia sta proteggendo con reti anti-drone anche i suoi sottomarini nucleari più importanti. Nuove immagini satellitari mostrano una serie di grandi strutture di protezione installate presso la base navale di Rybachiy, nella penisola di Kamchatka, dove sono schierati i sottomarini lanciamissili balistici della Flotta russa del Pacifico. Le immagini, ottenute dalla società satellitare Vantor, mostrano diversi sottomarini ricoperti da ampie reti, con le strutture che sembrano estendersi su più ormeggi della base. Se la loro funzione anti-drone fosse confermata, si tratterebbe di un ulteriore segnale della trasformazione delle difese russe di fronte alla crescente capacità degli attacchi dei droni ucraini. La novità è particolarmente significativa perché a essere protetti non sono semplicemente navi militari o infrastrutture portuali, ma alcune delle componenti più importanti dell'arsenale nucleare strategico russo.
Dai bombardieri ai sottomarini: la «guerra delle reti» Il ricorso alle reti per proteggere i mezzi militari dagli attacchi dei droni non è una novità in Russia. Ma la loro comparsa a Rybachiy porta il fenomeno a un livello completamente diverso. Un precedente particolarmente emblematico si era visto appena poche settimane fa con lo yacht Graceful, imbarcazione di 82 metri legata a Vladimir Putin e conosciuta anche con il nome di Kosatka. Quando lo yacht è riapparso nel Baltico e ha poi fatto rotta verso il nord della Russia, le immagini lo mostravano coperto da reti anti-drone sul ponte. Il trasferimento è avvenuto sotto la scorta del cacciatorpediniere Severomorsk e della nave Voevoda, fino all'arrivo nell'area di Severomorsk, vicino a Murmansk.Il caso dello yacht di Putin era già diventato un'immagine particolarmente eloquente della nuova minaccia. Ora la stessa logica sembra essere stata applicata a una delle aree più sensibili dell'apparato militare russo. La differenza, naturalmente, è enorme. Nel caso dello yacht si trattava di proteggere un'imbarcazione di lusso. A Rybachiy le reti vengono invece utilizzate per schermare sottomarini strategici armati con missili nucleari.Perché proteggere i sottomarini quando sono in porto I sottomarini lanciamissili balistici sono progettati per sopravvivere senza essere individuati. La loro principale protezione è infatti la capacità di operare in immersione, lontano dagli occhi del nemico. Una volta rientrati in porto, però, questa caratteristica viene meno. Il sottomarino diventa un bersaglio fisso, di dimensioni enormi e con una posizione facilmente identificabile. È proprio in questa fase che la minaccia dei droni assume un peso particolare. Un attacco contro un sottomarino strategico mentre è ormeggiato non richiede necessariamente il superamento delle sofisticate difese antisommergibile pensate per proteggerlo in mare. Un drone aereo o un sistema senza equipaggio di superficie può invece tentare di raggiungere direttamente il porto, sfruttando la distanza, la saturazione delle difese o la capacità di penetrare in profondità nelle retrovie. Le reti possono quindi rappresentare una barriera fisica supplementare, pensata per impedire o complicare l'avvicinamento dei droni ai ponti e alle sovrastrutture delle navi.Rybachiy, la base dei Borei La base di Rybachiy è particolarmente importante perché ospita i sottomarini nucleari lanciamissili balistici della Flotta del Pacifico russa, compresi i moderni Borei, uno dei pilastri della deterrenza nucleare di Mosca. Ogni sottomarino della classe Borei è equipaggiato con 16 missili balistici intercontinentali RSM-56 Bulava, capaci di trasportare testate nucleari multiple. I sottomarini devono garantire alla Russia la capacità di rispondere a un eventuale attacco anche nel caso in cui altre componenti delle sue forze nucleari vengano distrutte.L'effetto dell'Operazione «Ragnatela» A spiegare questa crescente attenzione verso i droni c'è soprattutto l'evoluzione della guerra in Ucraina. Nel giugno 2025, con l'operazione denominata «Ragnatela», Kiev dimostrò di poter colpire obiettivi militari russi a migliaia di chilometri dal fronte. I droni vennero impiegati contro bombardieri strategici russi, dimostrando che la distanza dalle linee di combattimento non era più una garanzia sufficiente di sicurezza per gli asset militari di alto valore. Da allora la preoccupazione russa si è progressivamente estesa a una gamma sempre più ampia di obiettivi: aeroporti, depositi, infrastrutture energetiche, impianti industriali e basi navali.Anche il caso dello yacht di Putin aveva offerto una fotografia particolarmente significativa di questa nuova realtà. Il fatto che un'imbarcazione legata al presidente russo sia stata spostata verso il nord e protetta con reti anti-drone aveva mostrato quanto la minaccia fosse ormai considerata concreta anche lontano dalle aree direttamente coinvolte nella guerra.







