A luglio 2026, spiega l’Istat, l’inflazione scende al +2,9% (dal +3,0% di giugno), per effetto soprattutto della dinamica dei prezzi degli Alimentari non lavorati e degli Energetici non regolamentati. Di contro, un sostegno all’inflazione è esercitato dai prezzi degli Energetici regolamentati e di alcune tipologie di servizi. I prezzi dei beni che compongono il “carrello della spesa” rallentano su base annua portandosi al +1,0%, mentre l’inflazione di fondo rimane stabile (a +1,6%). L’inflazione acquisita a luglio, per il 2026, sale a +2,7%.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a -1,0% su base mensile, a causa dei saldi estivi di cui il NIC non tiene conto, e a +2,9% su base annua (da +3,0% del mese precedente), confermando la stima preliminare.

L’inflazione tedesca accelera al 2,8% a luglio

L’inflazione, misurata come variazione annua dell’indice dei prezzi al consumo, accelera anche in Germania. Lo ha reso noto l’Ufficio federale di statistica (Destatis) in base alle stime definitive. Si è attestata al 2,8% a luglio 2026. Il tasso ha accelerato rispetto al 2,3% di giugno e al 2,6% di maggio 2026. Solo ad aprile l’inflazione era leggermente superiore, al 2,9%. «I prezzi dell’energia hanno continuato ad aumentare a un ritmo superiore alla media e sono quindi rimasti il principale motore dell’inflazione. L’aumento dei prezzi dell’energia è stato molto più pronunciato rispetto al mese precedente, spingendo al rialzo il tasso di inflazione», afferma Ruth Brand, presidente di Destatis. «In particolare, i prezzi dei carburanti sono aumentati notevolmente rispetto al mese precedente. Ciò è dovuto alla cessazione dello sconto governativo sui carburanti il 30 giugno, che ha coinciso con l’aumento del prezzo del petrolio a seguito della guerra in corso con l’Iran», aggiunge Brand. Rispetto a giugno, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,8%.