Lo yoga non è più considerato soltanto un’antica disciplina orientale, ma una pratica che trova un sostegno sempre più solido nella ricerca scientifica. In occasione della Giornata Internazionale dello Yoga, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha richiamato le evidenze che ne documentano i benefici per un invecchiamento sano, sottolineando come questa disciplina possa contribuire a migliorare equilibrio, flessibilità, forza muscolare, mobilità e benessere psicologico.
Nato migliaia di anni fa in India, lo yoga combina posture corporee (asana), tecniche di respirazione (pranayama) e pratiche di concentrazione e consapevolezza, con l’obiettivo di favorire l’armonia tra corpo e mente. Negli ultimi vent’anni numerosi studi hanno inoltre evidenziato una riduzione di stress e ansia, possibili effetti positivi sulla memoria e sulle funzioni cognitive e, in alcuni contesti clinici, un miglioramento della qualità della vita di persone affette da patologie croniche o reduci da un tumore, sempre come supporto alle cure convenzionali e non in loro sostituzione. Abbiamo incontrato la professoressa Maria Giovanna Gandolfi, dell’Università di Bologna, docente di Scienze mediche e medicina traslazionale, praticante yoga da oltre 25 anni e direttrice del master universitario “Yoga in Medicine” (unico corso universitario istituzionale in Europa).






