di
Lia Capizzi
Sara Curtis firma la prima medaglia italiana di sempre nei 100 stile libero: «Un riscatto per me, per la mia famiglia». Bronzo per Cerasuolo dietro Martinenghi, mentre Ceccon sfiora il podio nei 50 farfalla e vola in finale nei 200 dorso: «Farò una garona»
Nessuno può mettere Tete in un angolo. Nessuno scalza Martinenghi dal podio dei 100 rana. Una striscia impressionante, dai Giochi di Tokyo 2021 (bronzo) è sempre andato a medaglia in tutti gli appuntamenti: Europei, Mondiali e due Olimpiadi. L'oro di Parigi 2024 lo ha fatto sbarellare, perché se vinci tutto-proprio-tutto e realizzi pure il sogno della vita, diventa poi difficile arginare il ronzio che si insinua tra le pieghe del cervello: come faccio a trovare nuove motivazioni? Ha scavato dentro sé stesso, ha rivoluzionato la routine trasferendosi a Verona con il nuovo coach Matteo Giunta. I dubbi dell'anima e i tormenti del fisico, l'ultimo quello alla spalla da gennaio lo ha fatto dannare. Stravince in 58"58, terzo crono mondiale dell'anno.
Un altro titolo europeo, il bis a distanza di quattro anni, ma l'emotività è tutta nuova, nemmeno per l'oro olimpico lo si era visto emozionato così: «Me lo merito tanto, è stato un anno così difficile, ho fatto una gara di cuore, di riscatto e, scusatemi se lo dico…, di palle». Nicolò ha una qualità che è per pochi, è un agonista di razza. «Due settimane fa sembrava un'utopia. Dicevo: ho una possibilità su venti, ma se lo faccio davvero probabilmente smetterò di nuotare. Invece adesso vi dico che non vi libererete di me». Scaccia l'emozione e torna a sorridere, sul gradino più alto del podio del Centre Olympique di Saint-Denis assomiglia a uno dei tanti bimbi che una quarantina di km più a est si divertono a Eurodisney. «Sì, mi sento ancora un bambino in acqua perché mi diverto».











