Sabbia nera, onde impetuose, surfisti ovunque. La spiaggia di El Zonte, nel dipartimento La Libertad, a un’ora d'auto da San Salvador, è il regno delle criptovalute sull’oceano Pacifico. Ed è anche la nuova patria di Giancarlo Devasini, l'uomo più ricco d'Italia, che oggi ha in tasca il passaporto salvadoregno, come ha scoperto L'Espresso in questa inchiesta condotta insieme al Consorzio internazionale di giornalisti investigativi, Icij, in collaborazione con Le Monde. Il fondatore di Tether, società che emette la celebre criptovaluta Usdt, ha un patrimonio stimato che si aggira intorno agli 89,3 miliardi di dollari, è nato a Torino nel 1964 e un anno e mezzo fa ha acquisito la cittadinanza salvadoregna dove si concentrano la gran parte delle casseforti di maggior peso dell'impero economico creato dall'imprenditore torinese insieme a Paolo Ardoino, di Savona, classe 1984, il quarto più ricco del Bel Paese, braccio destro e ceo di Tether, e Jean-Luis Van der Velde.Torniamo a El Salvador. Per tutti, la spiaggia di El Zonte è soltanto Bitcoin Beach. Si dice sia il luogo che ha ispirato il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, a rendere la criptovaluta moneta legale in questo Stato accanto al dollaro, salvo poi essere costretto a fare marcia indietro su pressione del Fondo monetario internazionale. Ma qui si può pagare in bitcoin in quasi tutti i bar e i negozi. Ci sono perfino i bancomat per cambiare la valuta virtuale. Insomma, un paradiso delle cripto.La statua di Satoshi Nakamoto, inventore del bitcoin, spunta in una rientranza sulla spiaggia dopo il Sunset Villa Massage, dove con 25 dollari puoi rilassarti per 30 minuti. La statua è la copia di quella sul lago di Lugano, perché entrambe sono opera dell’artista Valentina Picozzi, 38 anni, moglie di Devasini, titolare a Londra della Satoshi Gallery Ltd, società fondata due anni fa con una sterlina di capitale sociale. Devasini e Picozzi si sono sposati il 16 dicembre 2020 a Lugano, dove all’epoca risiedevano. A Bitcoin Beach oggi sono di casa. Tanto da aver acquisito entrambi sin dall’inizio del 2025 la cittadinanza salvadoregna come dimostrano i documenti societari.La politica del presidente Bukele – pugno di ferro contro la criminalità organizzata, legislazione a favore del digitale e benefici fiscali (zero tasse) concessi alle società di cripto e alle persone fisiche che ne incassano i dividendi – ha attratto Devasini e l’intero gruppo dirigente di Tether. Devasini, essendo cittadino salvadoregno, non paga alcuna imposta sugli utili delle società e sui dividendi ricevuti dalla galassia Tether.Dal Registro de Comercio nazionale si scopre che a marzo 2024 il miliardario e sua moglie acquistano per due milioni di dollari un appartamento di oltre duemila metri quadri nel dipartimento La Libertad, in una zona residenziale vicina alle ambasciate e ai centri finanziari dell’area metropolitana di San Salvador. A inizio ’25 replicano con un immobile di 4.200 metri quadri vicino alla Zona rosa di San Salvador: Devasini possiede la nuda proprietà, la moglie l’usufrutto. Sempre negli stessi giorni la coppia acquista un attico a rustico di 447 metri quadri all’ottavo piano del Foresta Tower, un edificio residenziale di lusso costruito all’interno del country club El Encanto di San José Villanueva, a metà strada tra San Salvador e la costa dove sorge Bitcoin Beach. Con un campo da golf a 18 buche, tre piscine, campi da tennis, padel, squash e palestra, due ristoranti interni e 30mila dollari di quota di iscrizione per famiglia al club. El Encanto diventa in breve il punto d’incontro dei fondatori di Tether e del gruppo di vertice. Devasini acquista la nuda proprietà per 400mila dollari e Valentina Picozzi l’usufrutto per la stessa cifra.Sui documenti della compravendita depositati al catasto di San Salvador, il miliardario italiano e la moglie vengono definiti “di nazionalità salvadoregna”, in possesso di una carta d’identità del Paese centroamericano, anche se ancora domiciliati a Lugano, in Canton Ticino.Qualche mese prima di Devasini e Picozzi, anche il ceo del gruppo, Paolo Ardoino, e la Chief operating officer di Tether, Claudia Lagorio, 39 anni, acquistano, insieme, una proprietà nello stesso golf club. Due lotti per un totale 1.569 metri quadrati.Ad aprire la strada verso El Encanto è però Omar Rossi, 45 anni, nato in Svizzera ma oggi residente in El Salvador. In un documento della Sec statunitense del 20 aprile 2026, Rossi compare con la qualifica di amministratore unico di Tether Global Investments Fund, ovvero la società capogruppo della galassia Tether. I documenti salvadoregni mostrano che Rossi acquista a ottobre 2024 un appartamento nella Foresta Tower, lo stesso edificio che ospita Devasini e Picozzi ma quattro piani più in basso. In base ai documenti di acquisto delle proprietà, anche Paolo Ardoino, Claudia Lagorio e Omar Rossi hanno acquisito la cittadinanza salvadoregna.Nello stesso periodo in cui il gruppo al vertice di Tether partecipa al boom immobiliare che sta esplodendo nel Paese del trumpiano Nayib Bukele, gli avvocati dello studio legale Dentons di San Salvador, una delle maggiori law firm internazionali, partecipano alla più grande operazione di trasloco di società degli ultimi anni.Tether ha deciso di abbandonare le fiscalmente vantaggiose Isole Vergini Britanniche, dove erano installate le sedi legali delle entità del gruppo, e di trasferirle a San Salvador. In pochi mesi, tra società trasferite e altre nuove di zecca, Tether ne apre una ventina nella Mecca centroamericana delle criptovalute.Il 21 gennaio 2025, l’avvocato Daniel Martinez, managing partner di Dentons a San Salvador, registra la Tether Holdings, ovvero la capogruppo dell’impero di Devasini, Ardoino e Van der Velde, fino ad allora domiciliata a Road Town nelle Isole Vergini Britanniche. Tether Holdings controlla, insieme a Tether Operations, la Tether International, cioè la società che emette direttamente i token della stablecoin. Il suo capitale dichiarato quel giorno ammonta a 96,8 milioni di dollari. A dicembre del 2025 la holding del gruppo cambia nome e diventa Tether global investments fund, trasformandosi in una società a capitale fisso. Secondo un prospetto depositato alla Securities and exchange commission (Sec) statunitense il 5 gennaio 2026, Devasini detiene una partecipazione con diritto di voto superiore al 50 per cento in Tether Holdings, oggi Tether global investments fund. Insomma, al di là della percentuale di azioni possedute, il miliardario italiano sarebbe in grado di far approvare da solo qualunque deliberazione del Consiglio di amministrazione di Tether. Detto in parole povere, è lui che decide. La stessa frase sui diritti di voto superiori al 50 per cento viene ripetuta in tutti i successivi prospetti che riguardano Tether e sono depositati presso la Sec. Anche se è sempre seguita da una clausola di rito in cui si dichiara che Devasini nega di avere la proprietà effettiva delle azioni, ad eccezione della quota di interesse economico o finanziario. Una formula standard che si ritrova in molti prospetti e che serve a specificare che l’azionista non controlla quei titoli, ma mantiene solo il diritto a eventuali guadagni o dividendi. Una clausola di esclusione di responsabilità utilizzata per impedire alla Sec o ai tribunali di presumere che chi presenta il documento controlli o possieda tutto ciò che è elencato in una relazione aziendale. La Tether Operations, altra entità che sta in cima alla struttura societaria del gruppo, viene invece registrata in El Salvador da un altro avvocato di Dentons, Ricardo Milla, in veste di procuratore. Nonostante abbia un capitale di appena duemila dollari, Tether Operations è una società importantissima all’interno del gruppo. Controlla i marchi della multinazionale di Devasini, Ardoino e Van der Velde. In tutto sono 80. Si va dal nome e dal simbolo Tether, al marchio Usdt oppure Gbpt o Ausdt. E ancora: Alloy by Tether, il marchio Proof of the Steak, Unstoppable Togheter, Eurt, Forge by Tether, OpenEvo, Hadron by Tether, solo per citarne alcuni.Ma il marchio più curioso è quello presentato il 14 marzo 2025 e accettato ufficialmente dall’organismo dei brevetti europeo il 2 luglio dello stesso anno. Si tratta di quattro lettere maiuscole: MJGA. Anche se nei documenti depositati non c’è nessun riferimento alla Juventus, l’acronimo significa “Make Juventus Great Again”. Lo slogan – una parafrasi del Make America Great Again di Donald Trump - compare in un comunicato che Tether ha diffuso il 16 ottobre 2025 per annunciare i propri candidati al consiglio di amministrazione della società bianconera che il gruppo di Devasini ha tentato di scalare con malcelata contrarietà della famiglia Elkann che ne detiene la maggioranza. Oggi Tether controlla l'11,5 per cento del club torinese, si stima pagando 1,1 miliardi di euro: «Come affermato in più occasioni – è scritto nel comunicato – Tether si impegna a diventare una forza positiva di cambiamento all’interno del Club, un’ambizione racchiusa nel nostro principio guida: Make Juventus Great Again».Se, con la sua forza finanziaria, Devasini dovesse riuscire un giorno ad aggiudicarsi la Juventus, il club torinese diventerebbe la prima squadra di calcio italiana a essere posseduta da una società salvadoregna. Un nuovo primato per la squadra più blasonata della Serie A.Ma Devasini, attraverso le sue società, ha investito anche in altri settori in Italia. In queste settimane, in compagnia del finanziere Guido Maria Brera, avrebbe fatto un giro fra le boutique finanziarie più prestigiose di Milano per aggiungere tasselli ai suoi investimenti. L'ultimo è l'ingresso nell'innovativa startup Generative Bionics, nata come spin-off dell'Istituto italiano di tecnologia di Genova, che progetta e sviluppa robot umanoidi intelligenti applicando i principi dell'Intelligenza artificiale fisica e della biomeccanica. Il gruppo ha partecipato all'aumento di capitale da 70 milioni della società di Daniele Pucci che, grazie a quell'iniezione di denaro, potrà ora concentrarsi sull'obiettivo di sostituire l'uomo con robot umanoidi nei settori industriali, della logistica e della sanità per sopperire al declino demografico e alleviare i lavoratori dalle mansioni più pensanti e ripetitive. Un progetto che a Devasini sta a cuore, visto che recentemente ha contribuito alla raccolta da 1,4 miliardi di dollari per Neura, startup tedesca che punta a realizzare 5 milioni di robot entro il 2030.Sempre in Italia, Tether ha scommesso sulla società Be Water, holding di Chora e Will Media, che si occupano di informazione digitale, investendoci 30,8 milioni di euro a inizio giugno: Tether ha il 38 per cento della società, di cui il primo azionista è l'amico Guido Maria Brera e, tra i soci, Mario Calabresi, direttore editoriale del gruppo e possibile candidato sindaco a Milano per il centrosinistra. L'investimento è passato attraverso la società cipriota Tether Entertainment che, a sua volta, è controllata dalla capogruppo salvadoregna. Sempre nel mondo dell'intrattenimento digitale, Tether ha puntato sulla canadese Rumble, che è una piattaforma di condivisione video e servizi cloud computing. A Toronto ha sede anche la Elemental Royalty, società internazionale focalizzata sul settore minerario e dell'oro, di cui Tether possiede il 31,6 per cento.In Francia, invece, Devasini ha collocato la sede di alcune società in una villa sul mare nel dipartimento delle Alpi marittime costruita nel 2007 dall’architetta italiana Mia Buzzi con la collaborazione del francese Jean-Pierre Zironi. Le società sono la C1028, che gestisce un ristorante sul mare a Roquebrune-Cap Martine e la Copacabanon, che gestisce il ristorante Le Cabanon, sulla spiaggia di Buse sempre a Roquebrune; la terza società, la Ipacabanon, è invece attiva nel settore immobiliare.Complessivamente gli investimenti del gruppo sono oltre una sessantina, ai quali si aggiungono le nuove iniziative imprenditoriali in proprio, che sono da poco nate a El Salvador. Sotto il cappello Tether, infatti, è nata una divisione che si occupa della realizzazione di dispositivi medici, apparecchi e robot chirurgici, esoscheletri per uso medico e sistemi di interfaccia cervello-computer dotati di software integrato per l'assistenza uditiva, visiva, motoria e vocale. Un altro nuovo business è quello dell'istruzione per adulti in ambito informatico e innovazione digitale, studiando nuovi sistemi di formazione. Infine i servizi pubblicitari, in particolare la messa a disposizione di un mercato online per capacità di calcolo utilizzata nell'intelligenza artificiale. Formazione avanzata e medicina di nuova generazione, questo il futuro che intravede Devasini.
Giancarlo Devasini, l'uomo più ricco d'Italia, si trasferisce a San Salvador e punta sulla medicina innovativa e sulla formazione digitale
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