Come si fa a diventare, partendo dal nulla e in soli dieci anni, il più ricco tra i miliardari italiani?
Come si fa a scalzare dal posto più alto del podio una storica dinastia industriale, rappresentata da Giovanni Ferrero, che vanta fabbriche in tutto il mondo con decine di migliaia di dipendenti?
O a risultare più ricco dei Rocca, dei Berlusconi e degli eredi Luxottica, tutti a capo da decenni di imperi industriali e finanziari?
Se ti chiami Giancarlo Devasini, chirurgo plastico mancato, poi venditore di prodotti informatici con alterne fortune, devi tutto al miracolo delle criptovalute e al boom della tua creatura, Tether, fondata nel 2014 e divenuta la più importante moneta privata virtuale a livello mondiale con ben 183 miliardi di dollari di token emessi e comprati dai fan dell’universo bitcoin.
Per Devasini, accreditato da Forbes di un patrimonio personale di 89 miliardi di dollari, seguito a ruota dal ceo Paolo Ardoino con 39 miliardi di ricchezza, è come aver trovato la pietra filosofale.







