A Como è polemica dopo la nuova delibera della giunta del sindaco Alessandro Rapinese, che vieta gli spostamenti in bici in 30 vie del centro storico.

L'origine di questa decisione nasce il 18 luglio scorso, quando lo stesso sindaco venne investito, uscendo dal comune, da una bici elettrica, ricavando alcune contusioni. A stretto giro è arrivata quindi "la ritorsione", come accusano le forze di opposizione.

Del resto lo stesso Rapinese non ha gettato il sasso ritraendo la mano, ed ha chiaramente ammesso che i due fatti sono tra loro collegati, spiegando di voler evitare che qualcuno nella sua città si faccia più male di quanto non sia accaduto a lui.

La spiegazione della nuova delibera è arrivata tramite i social del sindaco, all'interno del format "RapiNews24", una sorta di TG personale con cui il primo cittadino comunica con la città, e dove ha usato anche parole forti che hanno suscitato ulteriore polemica. Rivolgendosi ai rider del food delivery, ha dichiarato: "La maggior parte dei vostri clienti sono in quel percorso: provate a salire sulla bici elettrica e partire con slancio, che secondo me quel panino ve lo mangiate voi, tanto non farete in tempo a consegnarlo".

Il percorso citato è quello delle vie dove le bici e le e-bike dovranno essere condotte a mano, e sono quelle che collegano la porta d’accesso alla città murata a piazza San Fedele, al Duomo e al lato del lago di Como. Nonostante l'incidente personale del sindaco coinvolgesse una bici elettrica, non è stato possibile vietare solo questi mezzi, poiché per il codice della strada sono equiparati alle bici muscolari, da qui il rischio di un annullamento al TAR.