Un centro pedonale, venduto completamente al turismo, ma vietato alle biciclette. Un altro dei paradossi a cui il sindaco di Como Alessandro Rapinese ha abituato i suoi concittadini che però non va giù al popolo delle due ruote che ha preparato un’”invasione” di protesta per il primo settembre. L’appuntamento è alle 15 nel centro storico e l’invito è proprio quello di presentarsi in centro e farsi sentire. "No al divieto bici in Ztl. Uniamoci per la mobilità libera e sostenibile. Portate la vostra bici e farsi sentire". La Giunta comunale, con la deliberazione numero 178 del 5 agosto 2026, ha approvato l’ampliamento delle aree pedonali, il nuovo perimetro nel quale biciclette e monopattini potranno circolare soltanto se condotti a mano e una disciplina completamente riorganizzata per l’ingresso dei veicoli nella Ztl. La nuova zona vietata alle due ruote attraversa il centro dalla parte meridionale della città murata fino alle piazze più frequentate dell’asse turistico e commerciale. Negli ultimi dieci anni il centro di Como è stato completamente stravolto per accogliere migliaia di turisti in arrivo da tutto il mondo.
La città murata sta velocemente perdendo le ultime attività storiche che ancora avevano resistito, sostituite dalle catene dei grandi marchi che hanno trasformato il centro di Como in quello di una qualsiasi città. Un effetto Venezia, incentivato dall’amministrazione comunale, che ora vuole mettere al bando anche le biciclette proprio mentre molte città in Europa stanno togliendo spazio alle auto per fare posto alle biciclette e ai pedoni e stanno trasformando intere strade in piste ciclabili protette. "Nelle città moderne e ben governate, le biciclette sono le benvenute, considerate una risorsa per snellire il traffico e non un fastidio da bandire - interviene Daniele Valsecchi segretario cittadino del Pd - Interdire alle bici mezzo centro storico è l’ennesima azione contro i residenti, decisa da chi dimentica quanto la viabilità leggera sia punto centrale della qualità di vita urbana. Il piano di questa amministrazione di espellere sempre più la popolazione residente continua. La bici per definizione è un mezzo agile ed è un mezzo povero, da premiare e agevolare".








