Domenica 9 agosto 2026. Come ogni fine settimana Procida e in particolare il Golfo della Corricella viene presa d’assalto da centinaia e centinaia di barche, di ogni grandezza, per la maggior parte provenienti dal Golfo di Napoli (e non solo). Tutto questo avviene senza alcun controllo. Si vedono barche all’imboccatura del porto che ne bloccano l’entrata o l’uscita, in barba a qualsiasi regola sulla sicurezza, barche che superano e si ancorano nella zona deputata alla balneazione, soprattutto nell’area della Chaia e soprattutto barche che si ancorano, arandola e distruggendola, sulla prateria di Posidonia oceanica che anche se non presente in maniera uniforme all’interno del Golfo, copre, comunque, diversi ettari dei suoi fondali. Si può assistere, come effettivamente avvenuto domenica, a un piccolo natante (tender) il cui proprietario lo guida fino sulla battigia affinché il suo cane possa scendere per fare i suoi bisogni (il proprietario ha pensato evidentemente che fosse di cattivo gusto il fatto che il cane li facesse sulla sua barca). Immancabilmente il Golfo si riempie di una patina di gasolio la cui puzza è ben sentita da tutti i bagnanti.Sembrerebbe proprio il mare di nessuno ma invece siamo all’interno dell’Area Marina Protetta del Regno di Nettuno. A Procida, spesso l’Area Marina Protetta viene scherzosamente chiamata (di scherzo, in realtà, se ne vede poco) Regno di Nessuno perché pur essendo di tutti non sembra di alcuno. Il Golfo della Corricella, infatti, sarebbe zona B dell’AMP. Il regolamento dell’ente gestore stabilisce che per i diportisti non residenti, l'ancoraggio libero è severamente vietato sia di giorno che di notte. L’ancoraggio è consentito, dall’alba al tramonto, solo per i diportisti residenti. Tali diportisti possono dare fondo all'ancora solo su fondali sabbiosi, evitando tassativamente le praterie di Posidonia oceanica.Siamo quindi al paradosso perché la maggior parte di quelle barche non sono di residenti e quindi non ci dovrebbero essere e oltretutto in tante avevano gettato l’ancora sulla posidonia. Quello che colpisce di più è la totale assenza delle istituzioni. Non è presente il Comune di Procida che insieme agli altri comuni di Ischia, gestisce, l’Area Marina Protetta Regno di Nettuno. Non è presente la Capitaneria di porto (in realtà domenica è anche venuta ma non ha ritenuto di dovere intervenire forse perché il piccolo gommone che ospitava il personale della capitaneria era nettamente inferiore in numero rispetto alle centinaia di diportisti presenti). Non è presente il Ministero dell’Ambiente che però inserisce l’Area Marina Protetta Regno di Nettuno nel computo del mare protetto anche se di protetto almeno a Procida non c’è nulla, al fine di raggiungere l'obiettivo 30x30 stabilito a livello internazionale dal Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (GBF), un accordo storico approvato nel dicembre 2022 durante la COP15, il quale prevede la protezione del 30% della superficie terrestre e del 30% della superficie marina entro il 2030. Non è presente il Ministero per la Protezione Civile e le Politiche del mare, il quale ha promosso la legge sulla “Valorizzazione della risorsa mare” (legge n. 70 del 7 maggio 2026”, la quale all’art. 20 comma 1 recita: “L'ancoraggio delle imbarcazioni non deve arrecare pregiudizio alla conservazione dell'ambiente marino e costiero, né determinare la distruzione, il deterioramento, l'alterazione o la frammentazione di habitat marini sensibili o protetti, inclusi gli habitat di specie vegetali marine protette, con particolare riferimento alle praterie di Posidonia oceanica”.Le regole per proteggere l’incredibile biodiversità dei fondali di Procida ci sarebbero, ma esistono solo sulla carta. Cari Ministri Gilberto Pichetto Fratin e Nello Musumeci, non sarebbe finalmente il caso di intervenire per porre fine a questo scempio?P.S. Le barche ritratte nelle foto sono solo una parte di quelle presenti dopo……..erano solo le 11.30 del mattino.
Area Marina Protetta del Regno di Nettuno: il Far West nautico nel Golfo della Corricella a Procida
Riceviamo e pubblichiamo Domenica 9 agosto 2026. Come ogni fine settimana Procida e in particolare il Golfo della Corricella viene presa d’assalto da centinaia e centinaia di barche, di ogni grandezza, per la maggior parte provenienti dal Golfo di Napoli










