Nei giorni scorsi Intel ha annunciato un'offerta di azioni ordinarie da 15 miliardi di dollari, che pu� salire fino a 20 miliardi se i collocatori esercitano per intero l'opzione di sovrallocazione. Il prezzo � stato fissato intorno ai 95 dollari per azione, uno sconto di circa il 2,6% rispetto alla chiusura di luned� a 97,52 dollari. Per un'operazione di queste dimensioni la concessione � contenuta, e segnala una disponibilit� del mercato che nella fase pi� dura della ristrutturazione non era affatto scontata.

I proventi sono destinati alla divisione foundry: nuovi impianti produttivi e packaging avanzato, le due voci su cui l'azienda gioca il tentativo di avvicinare TSMC nella produzione di chip per conto terzi. Gli ordini di processori legati all'intelligenza artificiale hanno superato la capacit� attuale, e la previsione di spesa in conto capitale per il 2026 � stata portata da 18 a 20 miliardi di dollari, con l'impegno a mandare in produzione il processo 14A entro il 2028. Il ricorso al capitale azionario consente di finanziare quegli impegni senza caricare altro debito.

Le azioni Intel sono quasi triplicate nel corso del 2026, con un andamento migliore di quello di AMD, Nvidia e dello stesso Philadelphia Semiconductor Index, salito di circa il 75% nello stesso periodo. A queste condizioni, l'emissione di nuove azioni diventa il modo meno oneroso di raccogliere denaro, e la tempistica dell'operazione sembra seguire proprio quella logica.