Per finanziare la costosa espansione delle proprie attività di produzione di chip per conto terzi, Intel ha annunciato di voler raccogliere 15 miliardi di dollari vendendo sul mercato un pacchetto di azioni di nuova emissione, sfruttando in questo modo il rialzo del titolo che da aprile scorso ha più che raddoppiato il valore borsistico e che - nonostante la correzione occorsa nelle ultime settimane - da inizio anno è più che triplicato.La mossa segue i timori del mercato, paventati da tempo da diversi analisti, relativi a un rafforzamento patrimoniale che la multinazionale avrebbe potuto varare per reperire le risorse necessarie a finanziare i propri piani d'espansione legati alla produzione di microprocessori per conto terzi.

Un tempo forza dominante assoluta nel settore globale dei chip, il gigante della Silicon Valley sta investendo in maniera massiccia per avviare nuovi impianti e tentare così di reggere la forza d'urto di competitor agguerriti del calibro di Tsmc nella produzione di chip.

Intorno alle 18 di lunedì 10 agosto, a New York i titoli Intel passavano di mano a 97,89 dollari, in flessione del 3,7%: benché Intel non corrisponda ai suoi azionisti alcun dividendo dal 2024 per preservare liquidità e finanziare il piano di ristrutturazione in corso e gli investimenti strategici che ne derivano, l'effetto diluitivo dell'opreazione sull'utile per azione si farà sentire in futuro, quando l'azienda tornerà a staccare cedole.