Un progetto terroristico, concepito nell’ombra del web e bloccato prima di qualsiasi passo operativo sul suolo italiano, è stato neutralizzato dalle forze dell’ordine e dagli apparati di prevenzione antiterrorismo. Nel mirino figurava il centro commerciale Adigeo di Verona, uno dei principali poli dello shopping della città scaligera.
Il sospettato, un 22enne di origine albanese radicalizzatosi nell’orbita dello Stato islamico, è stato fermato non appena atterrato all’aeroporto “Antonio Canova” di Treviso. Il giorno successivo è stato rimpatriato in Albania.
L’operazione non è frutto di un blitz dell’ultimo minuto, bensì di un meticoloso lavoro di prevenzione cibernetica. A far scattare l’allarme sono state le tracce digitali lasciate online dal giovane. Attraverso il monitoraggio costante di canali social e piattaforme riconducibili all’estremismo jihadista, gli analisti hanno individuato messaggi, cambi di tono e riferimenti ideologici inequivocabili.
Secondo le indagini, il percorso di radicalizzazione è culminato nel giuramento di fedeltà allo Stato islamico. Sul suo dispositivo e nelle consultazioni online sono state rinvenute guide per la fabbricazione di ordigni artigianali, indizio di un autoaddestramento finalizzato a un’azione violenta concreta.










