di
Silvia Madiotto
Il giovane, in arrivo dall'Albania, era atterrato a Treviso dove è stato fermato. Il post del ministro Piantedosi: «Era pericoloso»
Voleva far esplodere un centro commerciale pieno di persone. Pare che avesse scelto proprio il Veneto come obiettivo. Un ragazzo albanese di 22 anni, già sotto la lente delle forze dell’ordine perché radicalizzato online e per questo tracciato dai sistemi di intelligence, aveva acquisito informazioni e materiale che sarebbero serviti alla costruzione di una bamba. «È stato espulso dall’Italia per motivi di sicurezza dello Stato e di prevenzione del terrorismo - ha annunciato ieri sera il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi con un post sui social -. È ritenuto pericoloso sulla base delle evidenze emerse dall’attività info-investigativa. La misura, adottata su proposta della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, si inserisce nell’attività di contrasto a ogni forma di radicalizzazione e minaccia nel nostro Paese». Queste frasi accompagnate da un’immagine e sopra, scritto in grande: «Treviso».
Un probabile attentato terroristico sventato e a compierlo, in un luogo affollato da lavoratori e famiglie, sarebbe stato un giovane proveniente da Tirana, atterrato solo domenica all’aeroporto Canova di Treviso come uno dei tanti turisti che, in queste settimane, affollano le piazze, le spiagge e le montagne della Regione. Un turista arrivato assieme a tanti altri che, almeno ufficialmente, avrebbe dovuto far visita ad alcuni parenti fuori dal Veneto, come se questa nella Marca fosse una tappa di passaggio. Ma non pensava a un viaggio di piacere. Le intenzioni di quel ragazzo erano diverse da ciò che aveva raccontato. Dalle informazioni che iniziano a trapelare dopo il post di Piantedosi, si può ricostruire che fosse emersa anche l’intenzione di realizzare una bomba e farla esplodere all’interno di un centro commerciale in Italia, con l’area del Veneto indicata come possibile obiettivo. Parte del materiale necessario era già stata acquistata, si era documentato sulle modalità per costruire un ordigno esplosivo. La bomba non era ancora stata costruita, ma chissà quali sarebbero stati i tempi se l’intervento delle forze dell’ordine non fosse stato così rapido. Pare che il giovane fosse in una fase iniziale del percorso di radicalizzazione, che si fosse avvicinato pericolosamente ad alcune idee estremiste, benché avesse già sviluppato una precisa progettualità; è arrivato al Canova nella giornata di domenica. A prendere in carico il 22 enne sono state quindi le forze dell’ordine trevigiane. L’attività di prevenzione ha funzionato, la reazione è stata immediata. Lunedì il provvedimento di espulsione era già stato eseguito come disposto dal Viminale.










