TREVISO – L'obiettivo del ventiduenne albanese che, dopo essere atterrato a Treviso, è stato arrestato per terrorismo ed espulso dal territorio nazionale, era quello di piazzare una bomba all'interno del centro commerciale Adigeo di Verona. Un ordigno che avrebbe dovuto costruire da solo, assemblandolo sulla base di informazioni reperite online all'interno di specifiche community. Non aveva ancora nessun ingrediente con sé, nella valigia, ma si era già informato su dove e come procurarsi le sostanze esplosive. Prima di partire, sulle stesse piattaforme, avrebbe inoltre giurato fedeltà allo Stato islamico, dichiarandosi disponibile a compiere atti di questo genere.
L'indagine Da qui è scattata l'indagine dell'intelligence, coordinata dalla Polizia di Stato con la supervisione diretta del ministro dell'Interno, che ha portato a intercettare il giovane prima del suo passaggio attraverso la frontiera aerea del Canova. Dalle verifiche sono emersi ulteriori elementi anche sul profilo del ventiduenne, che domenica era atterrato al piccolo aeroporto trevigiano per raggiungere una meta intermedia nel Pordenonese, dove avrebbe dovuto fare visita ad alcuni parenti.











