Giovanni Zuliani, primario di medicina interna, visse quei momenti. In pensione da alcuni giorni dopo una vita in corsia racconta:. "Il Sant’Anna, più familiare. Ma il nuovo ospedale, passo gigantesco".E’ il 2012, l’anno del terremoto dell’Emilia. L’obiettivo della macchina fotografica inquadra una barella, c’è un paziente sdraiato, ha la maglia a righe. Al suo fianco, le mani ai braccioli, un giovane medico. Il camice, il tesserino. Giovanni Zuliani accoglie il primo paziente del nuovo ospedale di Cona, è stato portato con l’ambulanza dal vecchio ospedale, primo tassello del trasloco che segnerà una svolta epocale nell’assetto della nostra sanità.

"Il mio collega, il professor Roberto Manfredini era nel vecchio ospedale, io aspettavo in quello nuovo. Il paziente è arrivato in ambulanza, sono andato a prenderlo al Pronto soccorso e poi l’ho portato nel mio reparto. Quante interviste a quel paziente, abbiamo traslocato via via tutti i reparti". Un’impresa, il trasloco storico del vecchio ospedale Sant’Anna da corso della Giovecca alla nuova sede di Cona tra maggio e giugno del 2012. L’8 maggio, i primi reparti e degenti. Era lì Giovanni Zuliani, professore ordinario di Medicina interna dell’Università, direttore del reparto di medicina interna universitaria dell’azienda ospedaliero-universitaria Sant’Anna.