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Non agì come incaricato di pubblico servizio e, dunque, non commise il reato di peculato. La Cassazione ha reso note le motivazioni della sentenza con la quale, il 24 giugno, è stata annullata la condanna a Loretta Maria Sanfilippo, dipendente del Comune di Giardini Naxos, alla quale in primo e secondo grado erano stati inflitti 5 anni di reclusione per il reato di peculato, con l’interdizione dai pubblici uffici e a contrattare con la Pubblica Amministrazione e la confisca di 71.614 euro, somma che secondo la Procura aveva sottratto tra il 2011 e il 2014 dai conti correnti dell’Ato Me4, società dove all’epoca dei fatti era distaccata con contratto a progetto.
La Sesta Sezione penale della Suprema Corte ha riqualificato il reato in appropriazione indebita e ha annullato, senza rinvio, la sentenza della Corte d’appello di Messina perché il reato è estinto per prescrizione, chiudendo il caso e consentendo al Comune di rientegrarla nel posto di lavoro nell’ufficio di segreteria generale.
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