di Gabriele Gallo

Sono riusciti a portarsi in zona di sicurezza i reggiani rimasti coinvolti lunedì pomeriggio nel disastroso terremoto che ha colpito la Colombia. Sisma di altissima potenza, ben il 7.4 sulla scala Richter, a cui loro malgrado hanno assistito in presa diretta. Al momento della scossa si trovavano in una delle città più colpite, Pereira, all’interno dell’aeroporto, da cui stavano per imbarcarsi su un volo interno. Nell’edificio, non appena tutto ha iniziato a tremare, sono crollate dapprima le lamiere del soffitto, poi buona parte del tetto. Fortunatamente Eugenio Moratti, con la fidanzata di Firenze, e una coppia di giovani di Correggio, Elena Vezzani e Filippo Cirillo, erano già riusciti a mettersi in salvo, fuggendo verso un vasto campo di fronte all’aeroporto.

Durante il viaggio, Moratti ha documentato con alcune foto gli spaventosi danni causati dal sisma, che attualmente fa registrare oltre 300 morti, ma il bilancio è destinato a salire. Raggiunto nel pomeriggio di ieri a Medellin, dove sono riusciti ad arrivare dopo un rocambolesco viaggio durato diverse ore, assieme a un’altra dozzina di italiani su un pullman privato, ha spiegato la sua situazione attuale.

"Qui a Medellin ci sentiamo molto più tranquilli – racconta – è una zona storicamente meno sismica rispetto ad altri territori della Colombia, infatti non ci sono particolari danni. Adesso stiamo cercando di spostarci ancora più a Nord, verso Cartagena, con l’idea di trovare un volo che ci possa riportare, o riavvicinare, all’Italia il prima possibile". "Nonostante il panico – prosegue Moratti – siamo riusciti a recuperare i nostri bagagli, che poi erano tutti zaini quindi è stato più agevole tenerli con noi mentre scappavamo dall’aeroporto durante la scossa, per cui abbiamo tutto quello che ci serve per gestire l’attesa. Potremmo riuscire a trovare un volo anche entro un paio di giorni, anche se temo ce ne vorranno di più".