Colombia, 11 agosto 2026 – «Silencio». Il grido dei pompieri arriva improvviso e, per qualche secondo, a Cali, in Colombia, tutto si ferma. Le mani smettono di scavare, i detriti non passano più di mano in mano, i volontari alzano i pugni e cercano di ascoltare. Sotto le macerie di un palazzo crollato davanti al mercato dell'Alameda potrebbe esserci ancora qualcuno vivo.
È una delle immagini più drammatiche raccontate da Franco Coppoli, docente ternano di lettere nelle scuole superiori, che si trova in questi giorni in Colombia e che sta raccontando attraverso Facebook, quasi in presa diretta, le ore successive al terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito ieri il Paese.
Il racconto sui social dei momenti drammatici
"Sono riuscito a caricare il telefono. Qui le immagini dello scavo delle macerie di un palazzo distrutto di fronte al mercato de l'Alameda”, scrive in uno dei suoi ultimi aggiornamenti. “C'erano superstiti sotto, uno è stato estratto”.
Le immagini che descrive sono quelle di una città travolta dal sisma ma immediatamente mobilitata. “Le immagini mostrano la solidarietà collettiva, la frenesia dei volontari e dei pompieri per demolire le lastre di cemento armato e salvare chi era sotto”.










