di Anna Giorgi
Del carcere minorile Beccaria ne abbiamo parlato l’ultima volta nel 2024, c’era stato lo scandalo delle torture e delle violenze avvenute all’interno delle celle, commesse da agenti di polizia penitenziaria, una maxi inchiesta che portò a più di 50 indagati. Oggi il Beccaria lo raccontiamo da dentro le celle, a più di un anno di distanza da quella rivolta post inchiesta che lo mise a ferro e fuoco.
"Letteralmente i ragazzi se ne impossessarono arrivando fino al giardino che venne completamente distrutto, oggi ricostruite dalla Fondazione Rava", racconta Iolanda Tortù, commissaria e comandante dell’Istituto Penale Minorile Beccaria dal maggio 2025. Abruzzese, grande esperienza, oltre vent’anni con i ragazzi, grande umanità, una empatia che si coglie già dal sorriso aperto.
"Avevo a cuore questo incarico, perché qui al Beccaria ho trascorso tanti anni e ci sono quindi voluta tornare in ruolo dopo lo tsunami delle violenze e della inchiesta, per riprendere da dove eravamo rimasti. Quel periodo buio non è stata la normalità di questo carcere, sono convinta che sia stato l’effetto di un vuoto di potere in cui si è inserita la disfunzione. Troppi anni con dirigenti vacanti e provvisori, qui ci vuole stabilità e direzione netta".







