HomePesaroCronaca"Prestare i nostri quadri è un rischio troppo alto"La denuncia dello storico dell’arte e curatore di mostre Roberto Budassi "I lavori di Piero della Francesca non devono partire per Londra".Sopra, alcune indagini tecnologiche sulla “Flagellazione“ di Piero della Francesca. A destra, Roberto BudassiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciC’è un limite oltre il quale la “diplomazia culturale“ si trasforma in azzardo conservativo. La notizia delle indagini scientifiche avviate sui capolavori urbinati di Piero della Francesca, in previsione di una grande mostra alla National Gallery di Londra, in programma dal 2 ottobre 2027 al 31 gennaio 2028, accende un campanello d’allarme che la comunità di Urbino non può e non deve ignorare.
Sia chiaro: lo studio delle opere d’arte è sempre benvenuto. Ma se queste analisi diventano il pretesto per rilasciare un passaporto di viaggio a due delle tavole più preziose e fragili del nostro Rinascimento, allora è il momento di dire basta. Parliamo della Madonna di Senigallia e, soprattutto, della Flagellazione. Quest’ultima non è soltanto un simbolo identitario delle Marche e di Urbino; è un pilastro della civiltà occidentale. È talmente perfetta e misteriosa che, in pieno clima di Guerra Fredda, alcuni tra i più grandi storici dell’arte la inclusero idealmente in quella ristrettissima lista di dieci opere supreme da salvare a ogni costo in un bunker sotterraneo in caso di olocausto nucleare. Un patrimonio dell’umanità intera, che però appartiene fisicamente a Urbino.









