HomePesaroCronaca"La Madonna Albani ci dovrà far riflettere"Lo storico dell’arte Roberto Budassi ricorda che la critica è divisa su quest’opera seicentescaLo storico dell’arte Roberto Budassi ricorda che la critica è divisa su quest’opera seicentescaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciBudassi *

A proposito del ritorno a Urbino della Madonna Albani, senza voler smorzare i toni enfatici usati nel presentare alla stampa il ritorno ad Urbino dell’ultimo “capolavoro“ del Barocci, occorre sottolinearne alcune forzature “promozionali“ sulla reale portata dell’evento e ricondurlo entro i termini di una più pacata realtà dei fatti. La Madonna Albani (detta anche Madonna della culla) non è concordemente attribuita a Federico Barocci. Anzi, per buona parte dell’esegesi critica più avvertita, è opera di bottega, completata da assistenti sulla base di disegni preparatori. L’opera fu genericamente attribuita a Barocci e bottega da Federico Zeri, per via di una stesura pittorica giudicata non interamente autografa.

Autografia, invece, che fu difesa da Andrea Emiliani nel suo ultimo catalogo sul Barocci. Senza entrare nel merito delle controversie attributive, val la pena ricordare che la natura non finita dell’opera emerge da precisi elementi compositivi quali, ad esempio, il panneggio dell’abito della Vergine e alcuni oggetti domestici che mostrano una stesura del colore meno fluida ed evoluta rispetto ai capolavori autografi del maestro. Inoltre, sullo sfondo, dove si scorge San Giuseppe nel suo laboratorio, la transizione prospettica verso l’esterno e la definizione degli strumenti di lavoro presenta evidenti cadute di stile. Manca quella vibrante e pastosa stesura cromatica tipica del Barocci.