HomePesaroCronacaGli affreschi in degrado di Bonetti vanno subito salvati e tramandatiL’appello della storica dell’arte Grazia Calegari Franca: "Sono a San Giovanni, un esempio davvero unico"L’appello della storica dell’arte Grazia Calegari Franca: "Sono a San Giovanni, un esempio davvero unico"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciCalegari Franca

Tra i pittori dell’ultimo secolo a Pesaro, Enzo Bonetti (Fano 1916 - Pesaro 1977) è stato una figura di rilievo per bravura, continuità di professione, alternanza di opere originali e di scene di pretini e monaci molto ironici. Un pittore quasi onnivoro, inappagabile, sempre pronto a dipingere paesaggi o fiori o nature morte con insaziabile immediatezza. Un naturalismo costante, pronto e felice, diretto, da pittore istintivo. Nato a Fano nel 1916, ha studiato pittura alla Scuola d’arte Adolfo Apolloni e ha cominciato la carriera come allievo e collaboratore del professor Emilio Lazzaro.

Eseguivano affreschi e tele per edifici sacri, oltre che veri e propri restauri: un esercizio basilare per affinare la tecnica e consolidare le innate capacità compositive di Bonetti. Durante il servizio militare, dal marzo 1938 al marzo 1939, ha eseguito le pitture nel chiostro del convento di San Giovanni a Pesaro. Richiamato alle armi sempre nel Reparto Distrettuale di Pesaro nel maggio 1940 e nell’aprile 1941, in territorio dichiarato in stato di guerra, è rimasto in servizio nella Fanteria fino al dicembre 1943 e ha continuato a dipingere le scene di guerre e di vittorie romane nel piano superiore del distretto, già convento e oggi occupato dalla Biblioteca San Giovanni.