| 12 Agosto 2026 03:01 |
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(Adnkronos) – “Omicidio premeditato di più persone, tra le quali bambini, reati di tortura, arresti arbitrari, crimini contro l’umanità”. Bashar al-Assad è stato condannato in contumacia alla pena capitale da un tribunale siriano. Assad è stato al potere in Siria dal 2000 al 2024. Il regime, che da Hafiz al-Assad ha governato il Paese per oltre mezzo secolo, cadeva nel dicembre di due anni fa. E presto il Cremlino comunicava la decisione di Vladimir Putin di concedere l’asilo ad Assad e famiglia.
Il verdetto è stato letto in diretta dalla tv di Stato della Siria del dopo-Assad, quella in cui Ahmed al-Sharaa resta il protagonista dalla fine del 2024, da quando in pochi giorni Hayat Tahrir al-Sham (Hts, che ‘deriva’ da al-Qaeda, ma che aveva rinnegato l’organizzazione) e fazioni armate alleate portarono avanti una rapida avanzata partita dal nord della Siria. Al-Sharaa, che era ‘Abu Mohammed al-Jawlani’ come numero uno di Hts, afferma di aver rotto con l’estremismo, vuole confermarlo con il ‘restyling’ di cui molto si è parlato, promette “giustizia”.
Come Bashar al-Assad, è stato condannato alla pena capitale anche il cugino 66enne Atef Najib, che – ricorda al-Jazeera – è agli arresti in Siria da gennaio 2025. Dalle immagini che arrivano da Damasco, era in aula, dietro le sbarre, con una tuta a strisce. Era il 2011 quando nel Paese arabo iniziavano inedite proteste antigovernative, presto sfociate in una lunga e sanguinosa repressione, culminata in una guerra civile andata avanti per oltre 13 anni. Nel 2011 Atef Najib era il capo della sicurezza della città di Daraa, nel sud della Siria, ‘culla’ delle proteste. E’ stato condannato per “crimini contro l’umanità”, ha riferito l’agenzia ufficiale siriana Sana. E’ l’uomo considerato, come dice la tv satellitare, colui che ha supervisionato un regime di uccisioni, torture, sparizioni forzate durante la brutale guerra civile.











