La riqualificazione del patrimonio edilizio europeo non si potrà fare senza i capitali dei privati. È il messaggio che emerge con chiarezza dal rapporto pubblicato dal Joint Research Centre (Jrc) della Commissione Europea sul primo blocco di Piani nazionali di ristrutturazione edilizia (Nbrp) presentati dagli Stati membri, in attuazione della direttiva Case Green.
L'analisi dei primi 16 documenti strategici messi a punto dai governi dell'Unione evidenzia un divario strutturale tra la portata degli obiettivi di decarbonizzazione al 2050 e le risorse finanziarie pubbliche effettivamente a disposizione.
La ripartizione dei costi che emerge dalle carte è netta: nei piani che quantificano il fabbisogno e la relativa copertura, la componente privata arriva a rappresentare oltre il 70% degli investimenti necessari.
I fondi pubblici, su cui gravano vincoli di bilancio e priorità di spesa concorrenti, svolgeranno un ruolo soprattutto catalitico, destinato ad attivare e moltiplicare gli investimenti privati e ad attenuare il rischio.
Il grosso dovrà essere quindi mobilitato dal risparmio dei proprietari, dai finanziamenti bancari e da soggetti istituzionali.







