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Wall Street può anche scricchiolare, l'inflazione può tornare a far paura e il petrolio può correre sopra gli 80 dollari. Ma per Goldman Sachs non è ancora il momento di uscire dal mercato, anzi. Il messaggio di Ashok Varadhan, co-responsabile globale di investment banking e markets della banca americana, è netto: restare investiti.
L'esperto individua tre elementi a supporto della sua tesi: una Fed che difficilmente rialzerà i tassi, il potenziale effetto disinflazionistico dell'intelligenza artificiale e un petrolio destinato a scendere parecchio nei prossimi mesi.
Per quanto riguarda la politica monetaria, nonostante le pressioni sull'inflazione e i segnali contrastanti provenienti dall'economia statunitense, Varadhan non prevede nuovi rialzi dei tassi nella seconda parte del 2026. La Fed, secondo il top manager, dovrebbe mantenere invariato il costo del denaro. Il mercato si è però fatto più prudente: dopo i dati occupazionali inferiori alle attese, le scommesse su un rialzo dei tassi a settembre sono scese intorno al 50%, mentre quelle su un intervento a ottobre si attestano intorno al 63%, secondo il FedWatch di Cme Group. Per Goldman, dunque, il rischio di una nuova stretta monetaria non rappresenta al momento un motivo sufficiente per abbandonare l'esposizione azionaria.







