Lo sfogo del nuotatore azzurro agli Europei di Birmingham dopo aver mancato il bronzo per quattro centesimi nei 50 farfalla e rischiato di restare fuori dalla finalissima del dorso.

Thomas Ceccon usa un'espressione molto colorita ma altrettanto efficace per spiegare qual è il senso di fatica che prova per aver dato tutto in due gare degli Europei di nuoto disputate a distanza di una ventina minuti. Scherzi del calendario che è tiranno anche con un atleta del suo calibro. "Piuttosto che fare ancora i 200 dorso vado a zappare i campi", è la frase che s'è lasciato sfuggire nel commentare, ormai esausto, una giornata durissima sotto il profilo agonistico ed emotivo. Prima ha sfiorato il bronzo nei 50 farfalla, mancando il podio per quattro centesimi, poi s'è tuffato nella vasca dei 200 dorso per centrare la qualificazione in finale. Ce l'ha fatta per il rotto della cuffia, nonostante le energie non fossero al top: 1'55″86 è il tempo che gli è valso l'ottavo posto complessivo nel resoconto delle batterie.

Non è proprio la prestazione che avrebbe voluto ma almeno gli è servita per staccare l'ultimo biglietto disponibile e provare mercoledì a competere per una medaglia. "Avevo venti minuti tra una gara e l'altra, cosa che pochi al momento riescono a fare al mondo. Prima un 50 e poi un 200. La cosa molto difficile è fare un 50 di uno stile e poi il 200 di un altro". Ceccon: "Nelle mie gare tempi da finale mondiale" A caldo, quando l'adrenalina che è in circolo fa a cazzotti con le emozioni, Ceccon è riuscito a restare lucido per analizzare il tempo raccolto in extremis. Non ha cercato scuse e ha sottolineato quanto quella prestazione sottolinei quanto sia alto il livello degli avversari in vasca e quanto sia necessario spingersi al limite. "Un tempo da finale mondiale, non c'è nulla da dire. Nelle gare che faccio io, non c’è niente da fare, fanno tempi da finale mondiale".