Nicola Musiani, 53 anni, detto Freak, è stato ammazzato di botte nella notte tra il 18 e il 19 luglio a Pinarella di Cervia, nel Ravennate. Senza un perché. Sono accusati di omicidio quattro giovani del Forlivese. Da diversi giorni la politica sta cavalcando il caso, con il centrodestra che accusa il centrosinistra di non avere messo in atto la stessa mobilitazione che a Bologna ha caratterizzato il caso di Abderrahim Fakir, morto durante un controllo di polizia. Ma i politici dov'erano quando la folla a Pinarella chiedeva giustizia per Nicola? Dov'erano quando, subito dopo il suo decesso in ospedale, centinaia di persone si sono ritrovate spontaneamente sul luogo dell'aggressione spingendo perché si facesse luce su quanto avvenuto? Dov'erano quando al funerale tantissimi cittadini che conoscevano Nicola hanno spinto perché le indagini proseguissero fino a trovare gli autori? I Carabinieri hanno fatto il loro dovere, riuscendo ad individuare i colpevoli, così come gli amici di Nicola si sono mossi per illuminare questo caso, per cercare che non rimanesse un episodio isolato; sono stati i loro raduni - con persone provenienti da tutta la regione, visto che Nicola era originario di Bologna - a lottare perché il branco non restasse anonimo. Nicola viveva in un camper. Aveva avuto un passato pieno di difficoltà. Però era amato da tutti. Ora i politici, per fare bella figura, dovrebbero stare lontano e non strumentalizzare questa morte, perché loro non c'erano quando gli interrogativi erano ancora tanti.
La folla contro il branco
Nicola Musiani, 53 anni, detto Freak, è stato ammazzato di botte nella notte tra il 18 e il 19 luglio a Pinarella di Cervia, nel Ravennate. Senza un perché. Sono accusati di omicidio quattro giovani del Forlivese. Da diversi giorni la politica sta cavalcando il caso












