L’uomo ritenuto il responsabile della morte della 16enne risulta essere nullatenente e non potrà dare alla famiglia i 900mila euro di risarcimento.

Si torna a parlare della morte di Désirée Mariottini, la sedicenne trovata senza vita in uno stabile abbandonato di via dei Lucani a Roma il 19 ottobre del 2018. Per quanto accaduto sono state confermate in Cassazione le condanne a quattro imputati che prevedono pene dai 18 ai 26 anni e l'ergastolo per Yousef Salia. Quest'ultimo, ritenuto responsabile dell'omicidio della giovane, abusata mentre era incosciente e non soccorsa, risulterebbe essere nullatenente.

Come risarcimento per l'accaduto, la famiglia della giovane aveva chiesto allo Stato circa 900mila euro, facendo riferimento alle direttive europee che prevedono forme di tutela per le vittime di reati violenti quando il condannato non è in grado di risarcire il danno. La II sezione del Tribunale di Roma, però, ha respinto la richiesta. Non appena appresa la decisione non ha tardato ad arrivare il commento della madre della giovane, Barbara Mariottini: "Ingiusto che sia stata fatta una diversa valutazione fra l'omicidio di una ragazza e, ad esempio, la vicenda del gioielliere", ha dichiarato, riferendosi al caso Roggero.