La pressione non è solo la materia prima ma investe sempre di più la capacità di raffinazione. In Libia è stato colpito il sito di Zawiya, Kiev prende di mira le raffinerie russe senza sosta. I tassi di utilizzo sono a livelli record: ogni drone che cade può compromettere le forniture di carburanti. E far lievitare i profitti per le società di raffinazione...

Oltre al commercio di barili, ora si fermano anche le raffinerie. Succede in Libia e succede in Russia, nello stesso momento, senza che i due fronti siano in apparenza connessi tra loro. Certo, non è una novità. Attacchi agli impianti di raffinazione, specie nel conflitto russo ucraino, se ne contavano già da mesi. Eppure quello che sta cambiando in questa crisi energetica è proprio la concentrazione del fuoco su questi nodi strategici.