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«Che impressione strana quel mondo». O, altrimenti, la capacità della letteratura di spalancare finestre su universi di senso e significato, diventando strumento privilegiato per leggere il generale e il particolare, i territori e le trasformazioni culturali che li percorrono. La prima edizione del Premio «Palazzaccio» di Oppido Mamertina, domenica in piazza Marino Zuco, ha provato a indagare il mondo della scrittura sotto questo particolare punto di vista.

L’iniziativa culturale ideata e curata dal Circolo dei Lettori Nostos, ha visto al centro delle attività nove scrittori, tutti calabresi o “quasi”, divenuti riferimenti di scrittura e lettura in un periodo storico di grandi riflessioni e dibattiti proprio sul ruolo della letteratura. Ad animare la serata, presentata dai giornalisti Arcangelo Badolati e Ramona Barbaro, il professor Antonio Roselli, ideatore e segretario del premio, il sindaco Giuseppe Morizzi, la professoressa Maria Surace, componente del comitato scientifico, il professor Enzo Zindato, membro del comitato organizzativo.

Di enorme rilevanza gli autori protagonisti della prima edizione del «Palazzaccio»:

Marta Lamalfa, con «L'isola dove volano le femmine» (Neri Pozza, 2024);