La letteratura contemporanea come strumento privilegiato per leggere i territori, le loro trasformazioni e le loro stratificazioni culturali. Questo l'orizzonte del Premio «Palazzaccio» di Oppido Mamertina: iniziativa culturale ideata e curata dal Circolo dei Lettori Nostos, che farà il suo debutto il prossimo 9 agosto nel suggestivo centro aspromontano (ore 22, piazza Marino Zuco).Ieri mattina il progetto è stato presentato alla stampa alla presenza del professor Antonio Roselli, ideatore e segretario del premio, del sindaco Giuseppe Morizzi, della professoressa Maria Surace, componente del comitato scientifico, del professor Enzo Zindato, membro del comitato organizzativo, e del consigliere comunale con delega ai Beni Culturali Francesco Lando, anch'egli componente del Circolo dei Lettori Nostos. Nel corso dell'incontro è stata illustrata la struttura organizzativa del premio, articolata in due distinti comitati: quello scientifico, incaricato della selezione degli autori e delle opere in concorso, e quello organizzativo. Un meccanismo capace di mettere in campo energie e competenze locali, tra passione per la lettura e comprensione dei fenomeni socioculturali che da tempo interessano la carne viva della Calabria interna.Nove gli autori protagonisti della prima edizione del "Palazzaccio", tra narratori e saggisti: Enzo Ciconte, con «Storia dell'altra Italia» (Laterza, 2026); Gioacchino Criaco con «Dove canta il cuculo» (Piemme, 2026); Mimmo Gangemi con «A me la gloria» (Solferino, 2025); Santo Gioffre con «Il tempo del male» (Castelveschi, 2026); Marta Lamalfa, con «L'isola dove volano le femmine» (Neri Pozza, 2024); Anna Mallamo con «Col buio me la vedo io» (Einaudi, 2025); Aldo Nove con «Inabissarsi» (II Saggiatore, 2025); Daniele Pronestì con «Le ragioni dell'istinto» (Bompiani, 2025); Marina Valensise con «Un cuore greco. Il ritorno ai classici del Novecento» (Neri Pozza, 2025). Un elenco di scrittori che fotografa l'ambizione qualitativa del progetto. «Un punto di partenza — è stato spiegato — che non è soltanto il rapporto tra libro e luogo, ma la possibilità che un territorio diventi una categoria interpretativa, uno spazio attraverso cui interrogare la storia, la memoria e l'identità collettiva».E tutto, nel Premio Palazzaccio, sembra parlare di territorio. Il nome stesso richiama il Palazzo Grillo di Oppido Mamertina, luogo profondamente radicato nella memoria storica e nell'immaginario della comunità. Attraverso il riferimento al romanzo «Il Previtocciolo» di don Luca Asprez (Feltrinelli, 1971), inoltre, il Premio assume un forte valore simbolico: un luogo segnato dal tempo diventa spazio di narrazione, recupero della memoria e rigenerazione culturale.
Premio Palazzaccio, letteratura e poesia per “leggere” i territori
A Oppido con Anna Mallamo, Gioacchino Criaco, Marina Valensise, Enzo Ciconte anche Aldo Nove









