Roma, 11 agosto 2026 – Code raddoppiate ai controlli passaporto negli aeroporti europei quando, dall’introduzione lo scorso aprile del nuovo sistema automatico Ees, ci si aspettava proprio il contrario. Più rapidità e minore congestione rispetto ai vecchi banchi di frontiera, con poliziotto e procedura manuale per il timbro, che non è stata garantita dai tecnologici portali “Entry/Exit System”, con scansione biometrica e lettura elettronica del passaporto, installati in tutti gli hub intercontinentali europei. A rivelarlo è un’inchiesta del Financial Times, che orologio alla mano, ha confrontato i tempi medi d’attesa e transito dai posti frontiera in alcuni grandi scali d’ingresso nell’Unione europea rilevati l’anno scorso e poi quest’anno, dopo la data dell’10 aprile in cui è entrato in servizio effettivo l’Ees (Entry/Exit System) per i cittadini extra-Ue al posto del tradizionale controllo manuale. E rispetto alla scorsa estate la nuova procedura ha spesso raddoppiato i tempi, con i maggiori disagi registrati soprattutto per i passeggeri in arrivo negli aeroporti più congestionati.
Quanto si sta in coda
Secondo il rilevamento del Financial Times, all’aeroporto di Amsterdam Schiphol, primo scalo nei Paesi dell’Unione europea per numero di passeggeri con 68,7 milioni nel 2025, i tempi di attesa medi per passare il controllo passaporti è salito da 80 minuti dell’anno scorso a 120 minuti di questa estate. All’aeroporto di Francoforte, terzo scalo in Ue con 57,5 milioni di passeggeri nel 2025, c’è stato il raddoppio dei tempi con un picco di 120 minuti di coda, contro i 60 minuti dell’estate 2025. Anche a Monaco, altro hub intercontinentale da 37,2 milioni di passeggeri nel 2025, l’attesa per passare dai varchi Ees è stata di 60 minuti, quasi il doppio del tempo rispetto ai 31 dell’anno prima per il passaggio della frontiera.








