“Osservo tanti dati oggettivi che giustificano questa azione congiunta e trasversale perché non basata sulla omogeneità politica, ma su una percezione comune di pericolo posta in essere di Meloni e dalla sua omologa danese”, spiega l’ambasciatore Gabriele Checchia a Formiche.net. Il messaggio ai Paesi Ue è basato sul principio di precauzione, per scongiurare un pericolo prima che sia troppo tardi

Perché scandalizzarsi della chiusura di Schengen tra Italia e Spagna, quando anche la Francia anni fa assunse la stessa decisione? Ė questo uno dei passaggi della lunga e articolata analisi che l’ambasciatore Gabriele Checchia affida a Formiche.net a proposito dell’asse Meloni-Frederiksen sul caso Ceuta. L’esperto diplomatico, già ambasciatore in Libano, presso la Nato, vicedirettore dell’Unità Russia e Paesi dell’area ex-sovietica alla Direzione Generale Affari Politici e Consigliere Diplomatico di vari ministri, ritiene che il vero jolly sia da ritrovare nell’unità di intenti e di visioni tra il pragmatismo di Palazzo Chigi e le esigenze europee (anche dopo l’allarme infiltrazioni jihadiste lanciato da varie intelligence), che stanno facendo aumentare la stima verso Giorgia Meloni anche all’interno del Ppe.