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Lunedì durante un’esercitazione antiaerea il governo di Taiwan ha rallentato di proposito la connessione internet mobile di milioni di persone in quattordici città e province del centro dell’isola. Sui cellulari degli abitanti è comparso un messaggio che diceva che il traffico era rallentato «a causa di attacchi aerei simulati», consigliava di utilizzare una rete Wi-Fi fissa, ed elencava i numeri da contattare in caso di emergenza.

L’esercitazione è durata mezz’ora in tutto, e il rallentamento è stato programmato per la prima volta per simulare come gli abitanti potrebbero reagire se la Cina decidesse di attaccare le infrastrutture di comunicazione in caso di invasione dell’isola. Taiwan si governa in maniera indipendente e democratica, ma la Cina la considera una propria provincia ribelle. La leadership cinese ha promesso di conquistarla, in maniera pacifica o con la violenza, e per questo da decenni Taiwan si prepara a una possibile invasione.

La connessione internet mobile è stata solo rallentata, non interrotta del tutto. Non era possibile utilizzarla per le attività che richiedevano più traffico, come fare videochiamate o utilizzare i social, e non era nemmeno possibile usare il telefono per effettuare pagamenti. Era però abbastanza potente da permettere l’invio di testi con applicazioni di messaggistica; inoltre la linea telefonica normale ha continuato a funzionare, per cui si poteva comunque utilizzarla per fare telefonate o mandare sms.